novembre 2020

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Mps: Bivona a Ue, tolleranza zero su aiuti di Stato
Mef non usi pretesto Covid per una fusione con soldi pubblici
MILANO
(ANSA) – MILANO, 24 NOV – Una ricapitalizzazione di Mps “con ulteriori risorse dei contribuenti” per finanziare un matrimonio con un’altra banca non “sarebbe compatibile con i Trattati e le regole esistenti della Ue in materia di aiuti di Stato”. E’ quanto scrive in una lettera alla Commissione Ue e ai vertici della Bce, Giuseppe Bivona, consulente di fondi e azionisti che hanno fatto causa a Mps per le perdite subite a causa di asserite irregolarità contabili. Bivona chiede alla Commissione Ue “tolleranza zero per qualsiasi abuso” del regime temporaneo sugli aiuti di Stato legato al Covid da parte di “Stati membri che potrebbero dipingere l’intervento statale come un rimedio alle conseguenze dell’epidemia di coronavirus quando invece si tratta di salvare banche che stanno fallendo per ragioni non collegate al Covid-19”. Per Bivona sarebbe questo il caso di Mps che ha preannunciato il mancato rispetto dei requisiti patrimoniali minimi senza dare indicazioni sulla scomposizione dello shortfall in relazione alle cause che la banca stessa ha indicato: oltre agli effetti del Covid-19, l’operazione Hydra, gli accantonamenti per rischi legali e l’evoluzioni della regolamentazione “Ci preoccupa ogni tentativo di dipingere lo shortfall di capitale come collegato al Covid-19 allo scopo di aver accesso al regime temporaneo sugli aiuti di Stato”, che consentirebbe al Mef di ricapitalizzare la banca schivando il burden-sharing di azionisti e obbligazionisti subordinati. Anziché spendere 7-8 miliardi di euro per “invogliare un acquirente”, il Mef dovrebbe chiedere un rinvio al 2023 del termine per l’uscita da Mps e spingere la banca a chiedere 7-8 miliardi di danni a Nomura e Deutsche Bank per i derivati usati per coprire le perdite di Santorini e Alexandria. (ANSA).

esposto

“Facciamo seguito alle dichiarazioni del Presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, su Banca MPS e su possibili prospettive future, esprimendo il nostro apprezzamento per l’intervento e per alcune proposte avanzate. In particolare, sottolineiamo la significativa presa di posizione nell’interesse della comunità, dei livelli occupazionali e della salvaguardia di un Istituto di credito storico con radici nel centro Italia, finalmente in linea con l’impegno profuso da alcune Associazioni del territorio che da anni conducono una battaglia importante per la Banca.
La nostra Associazione di piccoli azionisti, Buongoverno MPS, sin dalla sua fondazione, nel 2012, ha, invano, cercato un confronto con interlocutori delle istituzioni cittadine, regionali e nazionali, compresi rappresentanti di partiti e di formazioni politiche. Mettiamo infatti da sempre volentieri a disposizione la nostra esperienza di lavoro svolto nel corso di questi anni, che ci consente di avere una visione approfondita e lucida della situazione di crisi in cui versa da tempo la Banca.
L’obiettivo che ora il Presidente Giani si propone è tutt’altro che semplice e, per questo, offriamo il nostro modesto contributo di idee e l’enorme mole di documenti elaborati, nell’interesse di tutta la nostra comunità. E’ proprio sui dati che indicano situazioni patrimoniali e di gestione della Banca riteniamo utile aprire un confronto serio e obiettivo, sia con il Presidente Giani che con altri interlocutori istituzionali.
Richiediamo quindi un incontro ed auspichiamo quel tavolo operativo di confronto anche da lui proposto, con il coinvolgimento dei vari livelli istituzionali, comunale, provinciale, regionale e nazionale, ma anche di quell’associazionismo che da sempre si è impegnato per tutelare i risparmiatori, i dipendenti ed il territorio.”
 

Partita IVA 92058660520
  
Prospettive ed evoluzione prevedibile 
In data 1° dicembre 2020 è previsto il perfezionamento dell’operazione di scissione parziale di un compendio di crediti deteriorati (“Hydra”). Tale scissione si inserisce nel più ampio contesto del progetto di de-risking approvato
dalle Autorità competenti nell’ambito del Piano di Ristrutturazione 2017-2021 del Gruppo e risponde agli impegni presi nei confronti del Directorate-General for Competition (DG Comp) che prevedono, tra l’altro, che il MEF dismetta
la propria partecipazione detenuta nella Banca entro la fine del Piano di Ristrutturazione 2017-2021. La scissione costituisce per la Capogruppo un’importante occasione per ridurre in misura significativa la rischiosità creditizia del Gruppo, allineandola ai migliori standard del mercato italiano, cogliendo, nel contempo, l’opportunità di fornire concrete prospettive di ritorno alla redditività. In particolare, la scissione comporterà per il Gruppo:
– un significativo miglioramento del profilo di rischio, con Gross NPL ratio che passerà dal 11,3% del 31 dicembre 2019 al 3,5%, ponendosi al di sotto della media del sistema bancario italiano e della soglia del 5% indicata dalle linee guida EBA; un miglioramento anche del Texas ratio, che passa dall’85,6%% del 31 dicembre 2019 al 46,7%24;
– una riduzione di circa 140 bps di alcuni ratio patrimoniali, in particolare CET1 Phase-in e CET1 Fully Loaded.
A seguito degli accantonamenti sui rischi legali operati nel terzo trimestre 2020 e dell’aggiornamento delle stime degli impatti regolamentari e di quelli legati al perdurare della pandemia, la Capogruppo ha ritenuto opportuno avviare un aggiornamento delle proiezioni di adeguatezza patrimoniale elaborate nel contesto dell’istanza a BCE per l’operazione Hydra. Da tali aggiornamenti è emerso uno scenario di shortfall rispetto ai requisiti patrimoniali SREP, per il quale si stanno valutando iniziative di rafforzamento patrimoniale.
In tale contesto il MEF, quale azionista di controllo, ha ribadito il sostegno all’operazione Hydra; l’intendimento di dar seguito agli impegni assunti dalla Repubblica Italiana nei confronti dell’Unione Europea e realizzare un’operazione di mercato che identifichi un anchor investor e/o un partner bancario di adeguato standing, al fine di ripristinare e assicurare la competitività della Banca; il supporto patrimoniale che si dovesse rendere necessario, in futuro, per garantire il rispetto dei requisiti di capitale minimi della Banca.
In vista della scadenza del 30 novembre, ricordiamo che  è necessario prendere al più presto appuntamento con il “referente” della propria filiale, nel caso si desideri mantenere integra la quota di azioni di BMPS, altrimenti, decorsi i termini (30 novembre p.v.),  verranno convertite in azioni AMCO, ad oggi non quotate in borsa.
Qualora il socio azionista non provveda ad effettuare l’opzione asimmetrica, anche gli eventuali ristori, a fronte di azioni legali, potranno subire un notevole ridimensionamento.
Ieri sera ho cercato di spiegare in modo coinciso e chiaro cosa accade veramente e quali sono state invece le notizie false ed i passaparola fuorvianti;
vi pregherei di aiutarmi a diffondere quanto più possibile questo breve estratto:
https://www.youtube.com/watch?v=GB5MqbvliBw&feature=youtu.be&list=PL336A4BA5004B0CBB&t=1066

9/11/2020

Risultato operativo netto (57,9)  al 30.09.2020.

Patrimonio del Gruppo 6.770,4   al 30.09.2020  da 9.088,60 al 31.03.2019

Perdita al 30.09.2020  1.539,4

 

Soccombenze giudiziarie a 10,2 miliardi:

LA BANCA, CON IL PIENO SUPPORTO DELL’AZIONISTA DI CONTROLLO, STA LAVORANDO ALLA REVISIONE DEL CAPITAL PLAN PER LE INIZIATIVE DI RAFFORZAMENTO PATRIMONIALE IN CORSO DI VALUTAZIONE, ALLA LUCE DEGLI ACCANTONAMENTI PER RISCHI LEGALI CONTABILIZZATI NEL TRIMESTRE, DEGLI IMPATTI DEL DEAL CON AMCO E DELLE FUTURE IMPLICAZIONI DEL CONTESTO REGOLAMENTARE E MACROECONOMICO.