Nel processo Mps a Milano ammesse 4800 parti civili

Data: 6 novembre 2018 13:11 Cittadino on-line
in: Economia e Politica
Non ne fanno parte banca, Fondazione e Consob
MILANO. Ripresa oggi (6 novembre) a Milano l’udienza del processo sui derivati Alexandria e Santorini in cui sono coinvolti gli ex vertici di Mps Alessandro Profumo, Fabrizio Viola e Paolo Salvadori, che sono accusati, a vario titolo, di manipolazione del mercato e false comunicazioni sociali in relazione alla rappresentazione non corretta nei conti della banca dei derivati nei bilanci 2011, 2012, 2013 e 2014.
I giudici hanno ammesso la costituzione di 4800 parti civili, come richiesto a luglio; di esse non fanno parte banca Mps, Fondazione e Consob. Mps rischia la coimputazione per la presunta violazione della legge 231 del 2001 sulla responsabilità delle società per i reati commessi dai propri dipendenti, si sta vagliando infatti se oltre ai rinviati a giudizio (Profumo e Viola) sono citabili correi o corresponsabili chiamati a rispondere.
La prossima udienza e’ fissata per il 13 novembre.

 

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lettera 21 settembre

lettera 13 agosto

Prendendo atto delle assicurazioni del Presidente Prof. Bariatti nell’Assemblea del 12.04.18 (pag. 83 del verbale assembleare), contiamo che BMPS richieda e recuperi quanto anticipato, dando formali assicurazioni.

sentenza Di Tanno

sentenza Turchi

MPS non si costituirà parte civile: perché un comunicato così tempestivo?

comunicato MPS

Mps: soci presentano a Gup opposizione su archiviazione per Npl
Martedì 29 maggio 2018 – 17:31 (askanews)

I piccoli azionisti del Monte dei Paschi di Siena hanno presentato, al Gup del Tribunale di Milano, opposizione formale alla richiesta di archiviazione sulla gestione dei crediti deteriorati (Npl) della banca senese dal 31 marzo 2012 al 6 di agosto 2015.
La richiesta di archiviazione in capo agli ex vertici del Monte dei Paschi, Alessandro Profumo ex presidente, Fabrizio Viola ex Ad e Paolo Salvadori presidente del Collegio Sindacale è stata formulata lo scorso 3 maggio dai sostituti procuratori di Milano, Stefano Civardi e Mauro Clerici.
L’opposizione sulla questione dei crediti deteriorati è stata presentata dall’avvocato Paolo Emilio Falaschi.
Le motivazioni risiedono nel fatto che la richiesta di archiviazione si fonda, secondo gli opponenti, sulla sola evidenza testimoniale di un dirigente di Bankitalia che, a detta della parte civile, non si è occupato specificatamente di controllare se i vari prenditori che non avevano restituito i crediti, fossero davvero, in grado, al momento della loro concessione, di poterli ripagare. E dunque se i prenditori fossero forniti anche di capienti garanzie a fronte del rischio di credito assunto dal Monte dei Paschi. Per la parte civile la richiesta di archiviazione è quindi fondata su controlli minimi o pseudocontrolli.
Questo anche alla luce dell’enorme massa di crediti deteriorati della banca senese, arrivati a quota 48 miliardi miliardi, una cifra, per la parte civile, gigantesca rispetto a quelle accumulata da altre banche italiane, sia in termini assoluti che relativi.
Su questa massa crescente di esposizioni deteriorate, per la parte civile dal 2011 al 2017 è stato attivato un flusso di rettifiche sempre insufficiente. Falaschi lamenta inoltre come non siano stati considerati gli esposti dei piccoli azionisti presentati più volte nell’agosto 2016. Viene dunque chiesta dunque una perizia tecnica su tutte le questioni sollevate.
Lo scorso 27 aprile, Profumo, Viola, sono stati rinviati a giudizio per falso in bilancio e aggiotaggio, Salvadori, solo per falso in bilancio, dal Gup di Milano Alessandra Del Corvo, sulla questione della rappresentazione contabile delle operazioni di ristrutturazione di Alexadria e Santorini relativamente ai bilanci dal 2012 al 2014 e per la semestrale del 2015.

askanews S.p.A.

Mps, come i numeri negativi possono diventare positivi
di WALTER GALBIATI 11 Maggio 2018 Repubblica-Bloomberg

Un bilancio tutto in negativo, per tutte le voci, nessuna esclusa, compresa una però che permette al gruppo di tornare in utile e dire che forse si tratta di una trimestrale positiva. Nei tre mesi chiusi a marzo, il Monte dei Paschi di Siena, la banca controllata dal Tesoro, ha visto scendere il margine di interesse e le commissioni nette, ma ha visto anche scendere le rettifiche di valore sui prestiti. Nello stesso trimestre dello scorso anno, la banca aveva dovuto considerare persi circa 310 milioni di euro prestati ai suoi clienti e toglierli dal conto economico; quest’anno solo 137,9 milioni, meno della metà, una differenza di 172 milioni di euro che sono più o meno pari ai 187 milioni di euro di utile realizzati quest’anno. Un calcolo lecito anche perché il risultato operativo lordo, quello da cui si devono togliere le rettifiche di valore, è rimasto quasi invariato a 304 milioni nel 2018 contro i 305,6 milioni del 2017.

Il resto è stato frutto di tagli e risparmi, esodo di personale, miglioramento delle condizioni con cui la banca si finanzia e un recupero di tasse anticipate, ma non più da versare per via delle continue perdite subite dal gruppo. Si tratta di una svolta? L’amministratore delegato, Marco Morelli, se lo augura, ma la chiave di tutto sta nella qualità del credito. In passato la banca ha finanziato “tutti” e con poco giudizio. Ora andrebbe attuata una selezione migliore dei clienti. Intanto per non sbagliare, si sta buttando su quanto di più scontato possa fare una banca, i mutui: gli impieghi commerciali del Monte dei Paschi sono saliti di 900 milioni di euro da fine dicembre 2017, grazie alla crescita del 20% delle erogazioni di mutui. Come abbiano fatto, lo spiega un semplice comparatore di offerte di mutui: tra tutti, quelli del Monte dei Paschi di Siena risultano tra i più convenienti..

Commento di Sergio Burrini, membro del direttivo Associazione Buongoverno MPS

Considerazioni sulla 1 trimestrale del 2018

 

http://www.finanzareport.it/Detail_News_Display/News-e-Analisi/mps-borghi-il-parere-dei-piccoli-soci

 

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