Partita IVA 92058660520
#ProcessoMPS
La registrazione della scorsa udienza del 21 novembre:
Prossime udienze il 12 e 19 dicembre 2019.

 

Comunicato della nostra Associazione

Alla luce della sentenza, di cui ancora non sono state rese note le motivazioni, che condanna Mussari, Vigni ed altri imputati a pesanti pene, in merito alla vicenda MPS-Antonveneta, notiamo che hanno esultato, anche sui social, molti soggetti e movimenti, mai impegnatisi in passato, dando l’impressione di attribuirsi inappropriati meriti per la ricerca della verità.
Facciamo presente che fino ad oggi, sulla vicenda MPS, non c’e stato purtroppo un interesse costante e costruttivo né da parte di singoli, né di gruppi, né di Istituzioni, né di Enti, nonostante le molteplici sollecitazioni da parte della nostra Associazione che, fin dalla sua costituzione, si è attivata in modo efficace e continuativo. Anche gli organi di informazione, per troppo tempo, si sono dimostrati acquiescenti. Alcuni movimenti e partiti politici hanno addirittura cavalcato la questione in campagna elettorale, con promesse di battaglie per fare luce su questo enorme scandalo finanziario, a cui non hanno fatto seguito comportamenti coerenti.
Ricordiamo a coloro che vogliano concretamente dimostrare il loro impegno, che possono sempre collaborare con noi, tenuto conto delle nostre ridotte forze e risorse, in vista degli altri procedimenti in corso.
Al momento, ringraziamo i 24 Senesi, i cui nomi saranno resi pubblici a breve, che hanno partecipato alla sottoscrizione da noi lanciata per sostenerci economicamente nelle onerose spese legali.
Richiamiamo di nuovo all’impegno e ad un’azione sinergica anche quelle Istituzioni ed Enti locali che sono stati finora silenti e defilati, che auspichiamo che finalmente si rendano disponibili e si attivino seriamente per l’accertamento di tutti i misteri conseguenti al disastro MPS-Antonveneta.

Da “Il Sole 24 ore” di Carlo Marroni

La storia del dissesto Mps non può essere scritta solo in Tribunale.
L’acquisizione di Antonveneta è costata il dissesto di un banca cinquecentenaria, forse arretrata sulle best practices di Wall Street (si è visto poi che danni hanno combinato), politicizzata da partiti e sindacati, ma anche presente in ogni angolo dei distretti del centro Italia, e che macinava utili.

Milano condanna (per ora). Un pezzo di storia del dissesto Monte Paschi che si aggiunge all’enorme libro di fatti e misfatti consumati in tempi non troppo lontani all’ombra di Rocca Salimbeni, in anni di prezzi folli e strapotere della politica locale ma anche di amabile compiacenza del potere nazionale, che a Siena guardava come mucca da mungere.
Una condanna tuttavia dice un pezzo di verità – certamente il più duro per chi la subisce – ma quella politico-economica non si esaurisce dentro un’aula giudiziaria, per quanto importante.
L’acquisizione di Antonveneta è costata il dissesto di una banca cinquecentenaria, forse arretrata sulle best practices di Wall Street (si è visto poi che danni hanno combinato), politicizzata da partiti e sindacati, ma anche presente in ogni angolo dei distretti del centro Italia, e che macinava utili.
L’operazione Antonveneta “spinta” dal potere nazionale
La crisi Mps, cavalcata dalla cattiva politica, è arrivata a far dipingere Siena come una congrega di fannulloni in attesa della mancia e di un posto di lavoro. Anche questi stupidi luoghi comuni, in parte condivisi nei vari palazzi del potere nazionale, hanno contribuito a creare un brodo di coltura che ha portato a scelte sciagurate.
È vero: la spinta verso l’Antonveneta, acquisizione-simbolo di una stagione votata alla “creazione del valore”, è del potente presidente che mette il cda davanti ad una scelta immediata, senza due diligence, come è stato riscostruito. Ma va anche detto che la pressione arriva da tutto il sistema che cerca sia il tassello finale al consolidamento sia alla sistemazione di una partita, quella di Padova, che aveva visto scalate e controscalate.

https://www.repubblica.it/economia/finanza/2019/11/08/news/mps_condanna_a_7_anni_e_mezzo_per_l_ex_presidente_mussari-240610247/

 

 

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In riferimento al procedimento che si avvia alla conclusione (ultima udienza aggiornata al 31 ottobre, sentenza attesa venerdì 8 novembre prossimi) che vede come imputati i Sigg. Mussari Giuseppe, Vigni Antonio, Pirondini Daniele, Baldassari Gianluca, Di Santo Marco, Dunbar Ivan Scott, Faissola Michele, Foresti Michele, Schiraldi dario, Vaghi Matteo Angelo, Veroni Marco, Sayeed Sadeq, Ricci Raffaele, BMPS, Nomura international PLC, Beutsche Bank AG London Branch, Deutsche Bank AG, precisiamo che L’ORDINANZA DI ESCLUSIONE DI PARTE CIVILE, DECISA DOPO L’INIZIO DEL DIBATTIMENTO, POTRA’ ESSERE IMPUGNATA SOLO CON LA SENTENZA. NESSUNA OPPOSIZIONE ERA POSSIBILE AL MOMENTO DEL PRONUNCIAMENTO.

https://it.reuters.com/article/idITL5N26L67    #ProcessoMPS

 

Qui il link diretto per il video della trasmissione televisiva del 23/9:

nella quale anche Pino Mencaroni (ASCA) spiega bene perchè non possono esserci fusioni per MPS; infatti anche oggi:

https://www.startmag.it/economia/mps-ecco-il-salasso-leasing-per-monte-dei-paschi-di-siena/

Anche dopo la cessione a SGA non potrà esserci nessuna fusione, qui lo spiega:   https://www.milanofinanza.it/news/fidentiis-il-futuro-sposo-di-mps-avra-bisogno-di-5-miliardi-di-dote-201910091040188425   – Se anche fossero ceduti 10 miliardi di euro di crediti non performanti al valore di bilancio, la banca senese non sarebbe appetibile, scrivono gli analisti. Titolo sotto pressione in Borsa.

…l’istituto senese deve sciogliere i nodi relativi a 13,9 miliardi di crediti deteriorati e a 6,2 miliardi di contenziosi legali.”

 

Alleghiamo un comunicato che invita i Cittadini senesi e tutti i sostenitori della Banca MPS a contribuire, con un versamento volontario, entro la fine di ottobre, a supportare l’Associazione Buongoverno MPS nel suo impegno e partecipazione alle udienze dei vari filoni dell’inchiesta su MPS, finalizzate alla ricerca della verità e ad un indennizzo per tutti coloro che sono stati danneggiati da scelte scellerate nella gestione di questa grande Istituzione.

Associazione Buongoverno MPS

volantino per contributo (3)

 

Ringraziamo individualmente:

 

MIGNARRI MARIA CRISTINA

SEMPLICI ROMOLO

BRUNI ALESSANDRO, LOSI SIMONETTA

SESTIGIANI NORBERTO, FALERI DANIELA

RISANI FULVIO

AURIGI MAURO

MONTIGIANI MAURIZIO

PORCIATTI MICHELE

PINASSI MICHELE

SANELLI OMBRETTA

ZENARDI RAFFAELE

FURIOZZI  LUCA

MENCARONI GIUSEPPE

CAMBI MARIA ALBERTA

CAMPANINI ANNA

MASSONE ENRICO

ed alcuni altri…

 

 

 

https://www.maurizioblondet.it/rivelazione-potrebbe-essere-stato-salvini-a-suicidare-david-rossi/

 

L’articolo riporta scritti, link e collegamenti interessanti, al netto dei giudizi politici e delle opinioni rispetto alle quali siamo da sempre indipendenti.

 

 

 

 

 

 

 

 

Mps: Cassazione conferma sanzione Consob a di Tanno per titoli Casaforte.

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) – Roma, 08 ago – Confermata la sanzione Consob di 135 mila euro a Tommaso di Tanno componente del collegio dei sindaci di Mps. La seconda sezione della Cassazione con la sentenza n. 21171 depositata oggi ha respinto il ricorso presentato dal membro del collegio sindacale. La vicenda riguarda il collocamento dei titoli Casaforte sui quali Consob ha contestato la mancata gestione dei conflitti di interesse, l’irregolarità  nella valutazione dell’adeguatezza delle operazioni e le modalità di pricing. Di Tanno si é difeso sostenendo, tra l’altro, che nel corso del giudizio é entrato in vigore il Dlgs 72/2015 che ha radicalmente innovato il sistema sanzionatorio. In particolare la nuova normativa ha previsto che il soggetto destinatario della sanzione sia l’ente.
Ma i giudici di legittimità  hanno risposto che, trattandosi di sanzioni amministrative, non poteva essere applicata la disciplina, propria del processo penale, del favor rei. Infatti, proprio in tema di sanzioni Consob, la Cassazione già a marzo con la sentenza n. 8047 aveva escluso la possibilità  di applicare retroattivamente la più favorevole disciplina sanzionatoria dettata dal Dlgs n. 72 del 2015. Confermata quindi la sanzione e di Tanno condannato a pagare le spese di giustizia.

 

 

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