RELAZIONE PRESIDENTE ASSEMBLEA BUONGOVERNO 19 MARZO

Buonasera a tutti. Grazie di essere qui, per ritrovarci a circa un anno dall’ 8 marzo 2012, data di costituzione del Buongoverno, per ripercorrere insieme alcuni momenti importanti di questo percorso, e riflettere su possibili sviluppi futuri.
A fine gennaio 2012, da parte dell’Osservatorio civico, venne sancita la volontà di fondare un’associazione a difesa della banca, degli azionisti, dei dipendenti, del territorio.
Iniziò subito la campagna informativa per farci conoscere, evidenziando i nostri obiettivi.
Tra questi, emerse subito impellente la necessità di cercare di avere voce nelle assemblee dei Soci BMPS e quindi raccogliere deleghe in vista dell’Assemblea del 27 aprile 2012.
Raccogliemmo più di 600 deleghe per circa 5 milioni di azioni.
Come preannunciato e come avevamo deciso insieme ai nostri Soci durante le varie riunioni, votammo contro l’approvazione del bilancio, non credendo che fosse stato realmente ripulito, come poi, purtroppo, i fatti hanno dimostrato.
Non votammo per nessuna delle liste di Consiglieri presentate in Assemblea. Ci esprimemmo, inoltre, a favore della riduzione del numero dei Consiglieri d’amministrazione e per la riduzione dei loro emolumenti.
La nostra presenza venne subito notata dalla stampa, come elemento significativo di volontà di partecipazione democratica da parte della società civile.
Intanto, scoppiò il caso Siena e partirono i primi avvisi di garanzia.
Continuammo la nostra campagna informativa ed, in giugno, indicemmo le elezioni per il rinnovo delle cariche, definendo il nuovo organigramma, in cui venne in parte confermato il direttivo iniziale, integrato da nuovi membri.
Depositammo un esposto per la Consob, per la Bankit e per il Pm, in cui evidenziammo la mancanza di chiarezza nelle risposte ai quesiti da noi posti.
Preoccupati per la diluizione della partecipazione della Fondazione, organizzammo, insieme con l’Osservatorio, un dibattito sulla Fondazione.
Continuammo a cercare di farci sentire e conoscere, stampando manifesti e raccogliendo deleghe, in vista dell’Assemblea del 9 ottobre, in cui si chiedeva un aumento di capitale di 1 miliardo.Votare positivamente avrebbe voluto dire concedere una delega in bianco al management per decidere il futuro della Banca, senza che la proprietà e gli azionisti potessero più avere alcuna voce in capitolo. Anche questa volta spiegammo la nostra scelta con vari interventi, sottolineando la totale mancanza di chiarezza: nulla era stato detto sui tempi nei quali tale aumento di capitale potesse avvenire, nulla era stato chiarito su chi fossero i potenziali acquirenti e sulle modalità e i prezzi dell’acquisto, nulla era stato spiegato su quanto la quota in mano alla Fondazione sarebbe risultata diluita, quando quest’aumento di capitale avrebbe avuto luogo.
Con l’occasione, invitammo la Fondazione a spiegare le ragioni che l’avevano portata ad avallare le scelte del management, che ne riducono fortemente e, probabilmente in modo definito, la capacità di incidere sulle scelte della banca, relegandola ad un ruolo sempre più marginale. Non è certo questo il mandato che le assemblee elettive e la comunità regionale toscana aveva assegnato alla Fondazione e ai suoi membri, molto lautamente ricompensati per il loro così importante compito.
In quella sede, annunciammo ancora una volta la nostra intenzione di vigilare sulle scelte del management, di seguire le vicende giudiziarie e di pungolare l’autorità giudiziaria attraverso la costituzione di parte offesa, chiedendo con forza di punire responsabili dell’attuale situazione della Banca.
Nella scorsa assemblea del 9 gennaio, con i nostri interventi, abbiamo espresso varie perplessità ed abbiamo deciso di astenerci sull’ ennesima richiesta di aumento di capitale. Per non avallare le responsabilità della disastrosa gestione precedente e, soprattutto, per il perdurare di carenza di informazioni, non ci siamo sentiti di esprimere voto favorevole. D’altro canto, per il supremo interesse del Monte, degli azionisti e dei dipendenti, in un momento particolarmente delicato, non abbiamo potuto nemmeno votare contro. Nel contempo, siamo tornati a chiedere che, a titolo precauzionale, tenuto conto della gravità della situazione emersa dal bilancio 2011 e da quella ormai prevedibile del bilancio 2012, venisse posta all’O.d.G. “l’Azione di Responsabilità ex. art. 2393 C.C., nonché venisse dato corso ad ogni altra iniziativa atta ad evitare, nell’interesse dei soci e della Banca, il rischio di decadenza e prescrizione, attivando ogni possibile procedimento cautelare-conservativo. A questo proposito, abbiamo anche scritto, sia a Profumo, sia a Mancini, per invitarli ad intraprendere tali azioni.
In quella sede abbiamo sollevato anche il problema dei poteri e della legittimità di certe scelte intraprese dalla Fondazione:
Ci domandiamo infatti se la Deputazione Amministratrice possa deliberare la cessione di una quota significativa della partecipazione in Banca MPS, idonea a ridurre ulteriormente il potere di controllo della Banca, in assenza di un atto di indirizzo della Deputazione Generale.
Dopo l’Assemblea, abbiamo subito una pressione mediatica non indifferente, perché sembra che alcune problematiche, sollevate nei nostri interventi e nei quesiti scritti presentati nel corso del tempo, abbiano contribuito a far emergere aspetti rilevanti connessi alla gestione scellerata del passato.
Abbiamo cercato di far capire le nostre intenzioni ed abbiamo evitato di farci coinvolgere da Associazioni o da chi vuole portare avanti azioni contro il Monte, che, invece, vogliamo riconquisti la fiducia dei risparmiatori e credibilità nel mercato, grazie all’individuazione dei reali responsabili della crisi presente.
Come sapete, abbiamo cercato di coinvolgere la comunità locale, scrivendo al Magistrato e ai Priori ed anche al Presidente del Consiglio Regionale e della Regione, ma non abbiamo avuto riposta.
Come potete osservare dal consuntivo, molto hanno inciso le spese riguardanti materiale pubblicitario, come manifesti, finalizzati a darci visibilità. Il nostro tesoriere potrà, su richiesta, entrare nello specifico del bilancio, esaminato dai Revisori, qui rappresentati dal Presidente, Lorenzo Sampieri, con la relazione pubblicata nel nostro sito e a disposizione in copia.

Il bilancio preventivo 2013 è stato redatto sulla ipotesi di incassi quote da parte dei nostri Soci pari a n. 350 ed ha tenuto conto in modo prudenziale sia del fatto che nel frattempo si sono manifestate nuove adesioni e che ad oggi le rinunce, per lo più per vendite azioni MPS, sono state n. 4.

In futuro dovremo indirizzare le nostre risorse continuando sulla strada delle azioni legali intraprese, cercando collaborazione con la Magistratura, per la quale il nostro legale sta preparando una nostra memoria. A questa si aggiungerà un’istanza ex.art.23 C.C., che il nosro Avvocato, Davide Losi vi spiegherà nel dettaglio e che depositeremo in settimana. Si tratta di un atto che mette in dubbio la legittimità della delibera della Deputazione Amministratrice della Fondazione, con mandato al Presidente della stessa di esprimere voto favorevole all’aumento di capitale richiesto nell’Assemblea soci BMPS del 9 ottobre 2012.
Un altro importante obiettivo, su cui stiamo lavorando e su cui dovremo investire energie, è uscire dal territorio e creare sinergie ad ampio raggio.
Nel ringraziarvi per l’attenzione e per la partecipazione, sottolineo l’importanza, in un momento in cui la Fondazione andrà a diluire sempre più la sua partecipazione, di coalizzare i piccoli azionisti, che, se raggiungessero una quota considerevole, potrebbero mirare, come da noi auspicato fin dall’inizio, ad un posto nel CDA o nel Collegio sindacale e partecipare alle scelte gestionali.
Maria Alberta Cambi

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