“Facciamo seguito alle dichiarazioni del Presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, su Banca MPS e su possibili prospettive future, esprimendo il nostro apprezzamento per l’intervento e per alcune proposte avanzate. In particolare, sottolineiamo la significativa presa di posizione nell’interesse della comunità, dei livelli occupazionali e della salvaguardia di un Istituto di credito storico con radici nel centro Italia, finalmente in linea con l’impegno profuso da alcune Associazioni del territorio che da anni conducono una battaglia importante per la Banca.
La nostra Associazione di piccoli azionisti, Buongoverno MPS, sin dalla sua fondazione, nel 2012, ha, invano, cercato un confronto con interlocutori delle istituzioni cittadine, regionali e nazionali, compresi rappresentanti di partiti e di formazioni politiche. Mettiamo infatti da sempre volentieri a disposizione la nostra esperienza di lavoro svolto nel corso di questi anni, che ci consente di avere una visione approfondita e lucida della situazione di crisi in cui versa da tempo la Banca.
L’obiettivo che ora il Presidente Giani si propone è tutt’altro che semplice e, per questo, offriamo il nostro modesto contributo di idee e l’enorme mole di documenti elaborati, nell’interesse di tutta la nostra comunità. E’ proprio sui dati che indicano situazioni patrimoniali e di gestione della Banca riteniamo utile aprire un confronto serio e obiettivo, sia con il Presidente Giani che con altri interlocutori istituzionali.
Richiediamo quindi un incontro ed auspichiamo quel tavolo operativo di confronto anche da lui proposto, con il coinvolgimento dei vari livelli istituzionali, comunale, provinciale, regionale e nazionale, ma anche di quell’associazionismo che da sempre si è impegnato per tutelare i risparmiatori, i dipendenti ed il territorio.”
 

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Prospettive ed evoluzione prevedibile 
In data 1° dicembre 2020 è previsto il perfezionamento dell’operazione di scissione parziale di un compendio di crediti deteriorati (“Hydra”). Tale scissione si inserisce nel più ampio contesto del progetto di de-risking approvato
dalle Autorità competenti nell’ambito del Piano di Ristrutturazione 2017-2021 del Gruppo e risponde agli impegni presi nei confronti del Directorate-General for Competition (DG Comp) che prevedono, tra l’altro, che il MEF dismetta
la propria partecipazione detenuta nella Banca entro la fine del Piano di Ristrutturazione 2017-2021. La scissione costituisce per la Capogruppo un’importante occasione per ridurre in misura significativa la rischiosità creditizia del Gruppo, allineandola ai migliori standard del mercato italiano, cogliendo, nel contempo, l’opportunità di fornire concrete prospettive di ritorno alla redditività. In particolare, la scissione comporterà per il Gruppo:
– un significativo miglioramento del profilo di rischio, con Gross NPL ratio che passerà dal 11,3% del 31 dicembre 2019 al 3,5%, ponendosi al di sotto della media del sistema bancario italiano e della soglia del 5% indicata dalle linee guida EBA; un miglioramento anche del Texas ratio, che passa dall’85,6%% del 31 dicembre 2019 al 46,7%24;
– una riduzione di circa 140 bps di alcuni ratio patrimoniali, in particolare CET1 Phase-in e CET1 Fully Loaded.
A seguito degli accantonamenti sui rischi legali operati nel terzo trimestre 2020 e dell’aggiornamento delle stime degli impatti regolamentari e di quelli legati al perdurare della pandemia, la Capogruppo ha ritenuto opportuno avviare un aggiornamento delle proiezioni di adeguatezza patrimoniale elaborate nel contesto dell’istanza a BCE per l’operazione Hydra. Da tali aggiornamenti è emerso uno scenario di shortfall rispetto ai requisiti patrimoniali SREP, per il quale si stanno valutando iniziative di rafforzamento patrimoniale.
In tale contesto il MEF, quale azionista di controllo, ha ribadito il sostegno all’operazione Hydra; l’intendimento di dar seguito agli impegni assunti dalla Repubblica Italiana nei confronti dell’Unione Europea e realizzare un’operazione di mercato che identifichi un anchor investor e/o un partner bancario di adeguato standing, al fine di ripristinare e assicurare la competitività della Banca; il supporto patrimoniale che si dovesse rendere necessario, in futuro, per garantire il rispetto dei requisiti di capitale minimi della Banca.
In vista della scadenza del 30 novembre, ricordiamo che  è necessario prendere al più presto appuntamento con il “referente” della propria filiale, nel caso si desideri mantenere integra la quota di azioni di BMPS, altrimenti, decorsi i termini (30 novembre p.v.),  verranno convertite in azioni AMCO, ad oggi non quotate in borsa.
Qualora il socio azionista non provveda ad effettuare l’opzione asimmetrica, anche gli eventuali ristori, a fronte di azioni legali, potranno subire un notevole ridimensionamento.
Ieri sera ho cercato di spiegare in modo coinciso e chiaro cosa accade veramente e quali sono state invece le notizie false ed i passaparola fuorvianti;
vi pregherei di aiutarmi a diffondere quanto più possibile questo breve estratto:
https://www.youtube.com/watch?v=GB5MqbvliBw&feature=youtu.be&list=PL336A4BA5004B0CBB&t=1066

9/11/2020

Risultato operativo netto (57,9)  al 30.09.2020.

Patrimonio del Gruppo 6.770,4   al 30.09.2020  da 9.088,60 al 31.03.2019

Perdita al 30.09.2020  1.539,4

 

Soccombenze giudiziarie a 10,2 miliardi:

LA BANCA, CON IL PIENO SUPPORTO DELL’AZIONISTA DI CONTROLLO, STA LAVORANDO ALLA REVISIONE DEL CAPITAL PLAN PER LE INIZIATIVE DI RAFFORZAMENTO PATRIMONIALE IN CORSO DI VALUTAZIONE, ALLA LUCE DEGLI ACCANTONAMENTI PER RISCHI LEGALI CONTABILIZZATI NEL TRIMESTRE, DEGLI IMPATTI DEL DEAL CON AMCO E DELLE FUTURE IMPLICAZIONI DEL CONTESTO REGOLAMENTARE E MACROECONOMICO.

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Comunicato CDA MPS 29 ottobre

dopo il cda straordinario del 29 ottobre ed il nostro esposto del 26

lettera vertici MPS

Al Presidente dell’Associazione Buongoverno MPS

Siena 15.10.2020

Dopo l’odierna sentenza, che (in primo grado) ha condannato il Dr. Profumo, il Dr. Viola, il Dott. Salvadori, mi permetto rimetterTi uno stralcio del Verbale dell’Assemblea SECONDA CONVOCAZIONE PARTE ORDINARIA TERZA CONVOCAZIONE PARTE STRAORDINARIA tenutasi in Siena il giorno 16 aprile 2015

Stralcio intervento Sestigiani, ore 12, 03

….

Questo bilancio – con una perdita dell’operatività corrente, ante imposte di 6,9 miliardi a livello consolidato (quindi i

dati che ci ha fatto vedere il dottor Viola… Va bene, lasciamo perdere..) … la perdita della galassia Monte di 7,683 miliardi ante imposte, come avete voi indicato a pagina 514 – non solo è disastroso da un punto di vista economico e aziendale ma lo è, soprattutto, da un punto di vista etico e suona come una condanna senza appello per la professionalità e l’onorabilità degli apici aziendali e anche, indirettamente, mi dispiace che non è in questo momento presente, del Presidente del Collegio Dottor Salvadori.

Mi limito ora ad alcuni flash, perché stamani ho sentito un film che, probabilmente, è diverso da quello che ho visto io.”

Intervento interruttivo del Dr. Profumo


Le chiedo scusa, socio Sestigiani, la pregherei di una cortesia. Lei si attenga al bilancio e non esprima giudizi morali ed etici, perché sennò ne discutiamo in altre sedi. Io glielo dico, sennò ne discuteremo in altre sedi. Se lei vuole  discutere in altre sedi, alle quali purtroppo siamo stati costretti ad adire in più occasioni, lei vada avanti con i giudizi etici e morali. Si attenga al bilancio.

Modesta conclusione: vista l’odierna sentenza, verrebbe da dire che quelle parole del Dott. Profumo non furono ben ponderate.

 

Per l’Associazione e per i ns. soci, avendo sempre perseguiti fini di verità e giustizia, ed avendo fatto opposizione all’archiviazione insieme all’Avv. Falaschi e Burrini, è una bella giornata!!  

Grazie agli Avv. Falaschi e Minestroni, Grazie al Presidente Giulia Maria Tanga Flores del Tribunale di Milano!

 

Giovedì 15 ottobre 2020 – 18:08

Mps, Profumo e Viola condannati a 6 anni

3 anni e 6 mesi a Salvadori. I pm avevano chiesto assoluzione

Milano, 15 ott. (askanews) – L’ex presidente di Mps, e attuale amministratore delegato di Leonardo, Alessandro Profumo, è stato condannato a 6 anni di carcere nel processo sulle presunte irregolarità nella contabilizzazione dei bilanci approvati dall’istituto di credito senese nel periodo compreso tra il 2012 e il primo semestre 2015. Il Tribunale di Milano ha anche condannato alla stessa pena anni l’ex amministratore delegato di Rocca Salimbeni, Fabrizio Viola, e 3 anni e 6 mesi anni l’ex presidente del consiglio sindacale Paolo Salvadori. La pubblica accusa, rappresentata dai pm Stefano Civardi e Mauro Clerici, aveva chiesto l’assoluzione di tutti gli imputati dalle accuse di false comunicazioni sociali e aggiotaggio.

Le imputazioni riguardavano una serie di presunte irregolarità nella contabilizzazione a bilancio di 5 miliardi di derivati legati alle operazioni effettuate dall’sitituto di Rocca Salimbeni con tedesca Deutsche Bank e la giapponese Nomura: sono i derivati denominati “Alexandria” e “Santorini” che tra il 2012 e il primo semestre 2015 sarebbero stati falsamente rappresentati a bilancio come operazioni in titoli di Stato attraverso una contabilizzazione “a saldi aperti”. Operazione questa che, come aveva sottolineato il pm Civardi nella sua requisitoria, “non era corretta ma di certo non era diretta a ingannare soci e mercati”. Una ricostruzione, quella della pubblica accusa, che in questo caso è analoga alla linea della difesa: “Il cambio di contabilizzazione non aveva rilevanza sul giudizio degli investitori”, avevano puntualizzato durante le arringhe difensive gli avvocati Francesco Mucciarelli e Adriano Raffaelli, legali di Profumo. Diverso il parere dei giudici della seconda sezione penale del Tribunale di Milano che hanno respinto le richieste di accusa e difesa condannando tutti gli imputati. In particolare Profumo e Viola sono stati ritenuti colpevoli di aggiotaggio e di aver fornito false comunicazioni a soci e mercati ma solo nel primo semestre 2015. Ma assolti dall’accusa di false comunicazioni sociali nel biennio 2013-2014 “perchè il fatto non sussiste”.

Dichiarata invece la prescrizione per le false comunicazioni sociali che risalgono all’anno 2012. Profumo e Viola sono anche stati condannati alle pene accessorie di rito: 5 anni di interdizione dai pubblici uffici e 2 anni di interdizione dagli uffici direttivi di imprese. Per loro è anche scattata una sanzione pecuniaria pari a 2,5 milioni di euro ciascuno. Anche Banca Mps, finita sul banco degli imputati per responsabilità amministrativa di società per reati commessi da propri dirigenti, è stata condannata al pagamento di una sanzione da 800 mila euro.

“E’ una sentenza sbagliata. Leggeremo con attenzione le motivazioni e sicuramente faremo appello”, ha commentato l’avvocato Adriano Raffaelli, difensore di Alessandro Profumo: “Siamo sicuri che i nostri assistiti abbiano operato correttamente”.

Editore: askanews S.p.A. Direzione e coordinamento A.BE.T.E. S.p.A.

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Leggere attentamente:

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